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	<title>Paolo Caselli &#187; Mental Training</title>
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		<title>Convention Multisport3ining: sempre una garanzia di risultato!</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Dec 2017 16:41:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri si è svolta la terza edizione della Convention Multisport3ining organizzata da Andrea Re in collaborazione con Edoardo Mazzocchi.  Quella che si è svolta nel pomeriggio di ieri è stata la terza edizione della Convention Multisport3ining ed io per la terza volta consecutiva ho avuto il piacere di essere invitato da Andrea come relatore. Come nelle scorse]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri si è svolta la terza edizione della <a href="http://www.multisport3ining.it/2017/12/convention3-multisport3ining-grande-soddisfazione/" target="_blank">Convention Multisport3ining</a> organizzata da <a href="http://www.multisport3ining.it/andrea-re/" target="_blank">Andrea Re</a> in collaborazione con <a href="https://www.nu-tri-me.it/chi-sono/" target="_blank">Edoardo Mazzocchi</a>.  Quella che si è svolta nel pomeriggio di ieri è stata la terza edizione della <a href="http://www.multisport3ining.it/2017/10/convention3-multisport3ining-latteggiamneto-mentale-nelle-lunghe-distanze-sabato-2-dicembre-pavia/" target="_blank">Convention Multisport3ining</a> ed io per la terza volta consecutiva ho avuto il piacere di essere invitato da Andrea come relatore. Come nelle scorse edizioni, si respirava un&#8217;aria carica di energia, l&#8217;aria che caratterizza gli ambienti sportivi di qualità. La professionalità e la passione dei relatori e l&#8217;entusiasmo dei partecipanti hanno reso la giornata un momento piacevole e arricchente. Il titolo della convention <em>L&#8217;atteggiamento mentale nelle lunghe distanze</em> era di per sé esplicativo, ma da buon Mental Coach, non posso fare a meno di sottolineare che l&#8217;atteggiamento mentale di tutti i partecipanti è stato davvero positivo e appagante!</p>
<p>Riporto con grande piacere e soddifazione le parole del caro amico <a href="http://www.multisport3ining.it/andrea-re/" target="_blank">Andrea re </a> a cui sono davvero grato per l&#8217;invito  e per il riconoscimento:</p>
<p><em>L’intevento di chiusura è stato quello di Paolo Caselli, Pscicologo dello Sport e Mental Coach, per me un grande amico, sempre disponibile a partecipare ai miei eventi …..è stato relatore a tutte e tre le CONVENTION MULTISPORT3ining…ed è già canditato per fare poker alla prossima! Accompagnato dalla moglie <a style="color: rgb(51, 122, 183); text-decoration: underline;" href="http://www.valentinacasagrande.com/" target="_blank">Valentina</a> – anche lei Psicologa e Runner – Paolo ha tenuto altissima l’attenzione anche quando eravamo ormai alla quarta ora di lavoro e la stanchezza incominciava a presentarsi. Grandissimo Paolo, sempre una garanzia di risultato!</em></p>
<p>Che altro dire? Gran giornata: sport, professionalità e passione! Pronto per la prossima!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale</em></p>
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		<title>La grinta di Barbara Boccaccio: campionessa italiana di Canicross!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 20:25:52 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho conosciuto Barbara alcuni mesi fa. Fin dalla prima telefonata ho compreso di trovarmi di fronte a una persona motivata ma soprattutto appassionata. Come sostengo spesso, lo sportivo vincente è un connubio di abilità fisiche, forza mentale e tanta passione. Già, perché ciò che ti spinge ad andare avanti nonostante tutte le fatiche e gli impedimenti che si presentano dinnanzi al cammino di preparazione alla gara è indubbiamente un grande amore per il tuo sport. Barbara questo lo sa bene!</p>
<p>Il suo è uno sport particolare: Canicross. Molti italiani non conoscono nemmeno quest’affascinante disciplina sportiva, meglio conosciuta e valorizzata a livello internazionale, in cui un cane e il suo padrone, uniti da una speciale cintura, si cimentano in una gara di corsa. Detto così appare tutto semplice, ma non lo è affatto. Per riuscire a correre una gara di Canicross il padrone e il cane devono riuscire ad essere in sintonia per tutti i chilometri del tracciato e per ottenere ciò occorrono mesi di duro allenamento congiunto a uno specifico addestramento. Questo solo per poter correre una competizione di Canicross, figuriamoci per accedere al primo gradino del podio del campionato italiano. Ebbene, Barbara è campionessa italiana 2016 di Canicross! Come ci è riuscita? Tre parole: determinazione, fatica e una sorprendente passione! La stessa passione che le trapela dagli occhi quando parla con rispetto e amore del suo cane. La passione che la porta ad allenarsi duramente quasi ogni giorno nonostante il lavoro e le fatiche della quotidianità. La passione che la spinge a tenere duro anche quando alcuni imprevisti complicano il percorso e intensificano la fatica mettendo a dura prova la motivazione. La passione di chi lotta duramente per un obiettivo, non per ottenere riconoscimenti, ma semplicemente perché ama il suo sport. Non vado oltre. Semplicemente mi sento in dovere di dire grazie. Un grazie speciale perché oltre alla soddisfazione per essere stato parte di questo splendido traguardo raggiunto da Barbara, ho avuto la possibilità di essere testimone della sua grinta, della sua determinazione, della sua contagiosa passione!</p>
<p>Grazie Barbara, per essere stata un emblematico esempio di come si comporta nella vita un campione dello sport. Ora goditi il tuo meritato titolo di campionessa italiana di Canicross!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale </em></p>
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		<title>Passione, affetti e lavoro?  Si può fare!</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 12:16:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa cosa significhi per me lo sport. Pratico attività fisica da sempre e la mia grande passione per le pratiche sportive mi ha condotto fino alla psicologia dello sport e al lavoro in ambito sportivo. Non sto ad elencare le molteplici ragioni che alimentano il mio amore per lo sport, ma ci tango a raccontare la più recente e intensa soddisfazione che unisce amore, lavoro e sport!</p>
<p>Io e mia moglie condividiamo ormai da diverso tempo la pratica del running, ma, fino a qualche mese fa, correvamo senza nessun obiettivo particolare se non quello di goderci qualche ora di sana e arricchente attività sportiva insieme durante la settimana. Nelle scorse festività natalizie, in uno dei nostri piacevoli allenamenti al parco, mia moglie mi guarda e se ne esce con una decisa affermazione seguita da una stimolante richiesta: “voglio correre una mezza maratona! Mi prepari?”. Inizialmente sono rimasto un po’ sorpreso, ma quasi immediatamente ho sorriso e mi sono imbarcato in quella che si prospettava un’eccitante avventura. L’entusiasmo è stato il primo attore a presentarsi sulla scena ma successivamente è comparsa anche la parte maggiormente razionale che mia ha portato a interrogarmi sulla possibilità di incappare in momenti di tensione coniugale. Non che io sia un runner navigato, ma qualche mezza maratona fa già parte del mio bagaglio d’esperienza e da buon mental coach sapevo benissimo che la prima variabile con cui confrontarsi è la gestione della fatica. Ero certo di voler essere io a condurre mia moglie tra le fauci del dolore fisico e mentale? Era davvero saggio rischiare di diventare il ricettacolo della possibile aggressività di una moglie sottoposta allo sforzo intenso?</p>
<p>Ebbene, ha vinto l’entusiasmo! Ci ho creduto! Ho messo insieme la mia breve esperienza sul campo con un po’ di conoscenze scientifiche sulla preparazione mentale dell’atleta e ho strutturato un programma di allenamento specifico per mia moglie! Obiettivo? Mezza maratona!</p>
<p>La faccio breve: ho affiancato mia moglie in ogni allenamento e, come ben sa chi ama la corsa, ho raccolto molto più di quanto abbia seminato! L’esordio di Valentina alla Scarpa d’Oro di Vigevano è stato un successo: 1 h 40’ 5’’, premiata 3° di categoria! Inutile parlarvi della soddisfazione. Da quel giorno abbiamo iniziato a gareggiare insieme in altre manifestazioni ed è stata un’escaltion di piacere e successi personali. Non ci sono parole per esprimere la gioia di un avventura che coniuga affetto, passione e lavoro se non un immenso grazie a mia moglie che, con la sua vitalità, la sua pazienza e la sua determinazione, mi ha permesso di vivere questo splendido capitolo di vita ricco di straordinarie emozioni condivise.</p>
<p>Oggi so cosa rispondere a chi mi domanda se è possibile coniugare passione, affetti e lavoro: si può fare!</p>
<p>Il segreto? Crederci!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale </em></p>
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		<title>Un&#8217;unica e fondamentale dimensione: l’uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 15:23:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo e la mente non sono due cose separate e distinte, essi sono più vicini di quanto noi immaginiamo. Ogni variazione degli indici fisiologici corporei, infatti, ha inevitabilmente un effetto a livello psicologico. L’uomo non è definibile secondo lo schema S &#8211; R, stimolo – risposta, come erroneamente ritenevano i padri fondatori del comportamentismo, bensì mediante il paradigma S- E &#8211; R, stimolo – elaborazione &#8211; risposta. Qualsiasi stimolo che giunge alla nostra attenzione andrà incontro a un automatico e immediato processo di elaborazione, antecedente a qualsivoglia possibile risposta. L’alterazione di un indice fisiologico causerà, dunque, una risposta dipendente dall’elaborazione soggettiva, dalla valutazione cognitiva personale. Proviamo ad esempio a pensare a un soggetto che sta facendo una passeggiata in montagna e improvvisamente avverte l’accelerazione del battito cardiaco. La percezione della variazione del ritmo del cuore, ovvero l’alterazione di un parametro fisiologico, genererà una reazione emotiva strettamente dipendente dalla valutazione soggettiva di tale percezione. Sarà probabilmente causa di ansia per chi nel proprio processo elaborativo attiverà determinati pensieri ansiogeni quali: “<em>ho la tachicardia, non sto bene”</em> o <em>“potrebbe venirmi un infarto”</em>. Genererà, invece, l’attivazione di stati d’animo meno penosi in chi assocerà l’alterata frequenza del battito con pensieri positivi tipo: <em>“sto faticando molto, brucio molte calorie”</em>, <em>“rinforzo il cuore</em>”.</p>
<p>A questo punto potete meglio comprendere quanto sia importante lo stile cognitivo di una persona per la sua salute. Come abbiamo visto lo stile cognitivo, influenza, attraverso i processi valutativi, l’elaborazione dello stimolo. D’innanzi al medesimo evento, infatti, l’elaborazione soggettiva determina l’insorgenza di stati d’animo positivi o negativi. E siccome la mente e il corpo sono in costante comunicazione, tali stati d’animo sono a loro volta responsabili della qualità e della variazione degli indici fisiologici. Se è vero, infatti, che la modificazione dei parametri del corpo influenza la nostra emotività a causa delle nostre valutazioni, è vero anche che le nostre emozioni modificano la fisiologia del corpo generando variazioni biochimiche associate ai nostri vissuti. La chimica cerebrale, come molti di noi sanno, è in gran parte responsabile della variazione degli stati fisiologici ed è influenzata dai nostri stati d’animo. Alcuni neurotrasmettitori come serotonina, noradrenalina e dopamina sono responsabili di numerosi effetti sulla nostra salute e la loro concentrazione ematica viene influenzata dalle emozioni. Attraverso i neurotrasmettitori ubiquitari le emozioni arrivano al corpo così come le sensazioni del corpo arrivano alla nostra coscienza condizionando lo stato emotivo.</p>
<p>Come vedete l’antica suddivisione semantica mente e corpo, grazie alle odierne evidenze scientifiche, lascia spazio ad un&#8217;unica e fondamentale dimensione: l’uomo. Se volgiamo avere un ruolo attivo nella nostra salute dobbiamo prendere coscienza che è necessario aver cura della dimensione uomo nella sua totalità. È indubbiamente importante prestare attenzione all’alimentazione, prendersi cura del proprio aspetto fisico, non trascurare uno stile di vita sano, ma non dobbiamo dimenticarci della nostra mente! Come abbiamo visto se non prestiamo attenzione ai nostri atteggiamenti cognitivi rischiamo di collezionare emozioni negative anche d’innanzi a situazioni tutt’altro che stressanti e il nostro corpo inevitabilmente ne risente. Pressione arteriosa, frequenza cardiaca, concentrazione di cortisolo, acidosi metabolica, tensioni muscolo scheletriche, sono solo alcune delle variabili biologiche influenzate dai nostri stati emotivi.</p>
<p>La prossima volta che vi capita di riflettere sul vostro stile di vita pensateci! Nella lista dei buoni propositi ricordatevi di lasciare uno spazio per la cura degli atteggiamenti mentali, dello stile cognitivo, poiché da esso dipende la vostra valutazione degli eventi quotidiani. Da quest’ultima poi dipendono le vostre emozioni e da queste la tanto ricercata e ambita salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale </em></p>
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		<title>Pedalata resiliente: la forza mentale del ciclista professionista</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 15:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Caselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo 2016 ricco di appuntamenti sportivi emozionanti si svolgerà anche il 99° Giro d’Italia, con le sue 21 tappe spalmate su 3481,8 km, che gli intrepidi corridori affronteranno, pedalata dopo pedalata, regalando ai numerosi fan intense emozioni. Pensando a questi uomini straordinari la nostra mente ci porta subito a pensare alle sorprendenti capacità fisiche]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo 2016 ricco di appuntamenti sportivi emozionanti si svolgerà anche il 99° Giro d’Italia, con le sue 21 tappe spalmate su 3481,8 km, che gli intrepidi corridori affronteranno, pedalata dopo pedalata, regalando ai numerosi fan intense emozioni. Pensando a questi uomini straordinari la nostra mente ci porta subito a pensare alle sorprendenti capacità fisiche degli atleti. Tuttavia, <strong>i grandi campioni</strong> del passato, intervistati dopo essersi meritati la maglia rosa, <strong>fanno spesso riferimento alle variabili mentali</strong> come aspetti discriminanti tra colui che arriva in testa alla corsa e chi invece è costretto a tagliare il traguardo con alcuni minuti di ritardo.</p>
<p>Ma quali sono queste variabili mentali? Prima fra tutte<strong>: la resilienza</strong>.</p>
<p>La resilienza, dal punto di vista psicologico, <strong>rappresenta la capacità di perseverare</strong>, di mantenere alto il livello di motivazione nonostante le difficoltà e le fatiche che s’incontrano nel perseguire un obiettivo. <strong>Non coincide con la motivazione</strong>. Se proviamo a pensare a un ciclista professionista, risulta ovvio che abbia un elevato livello di motivazione, non sarebbe arrivato dov’è se non fosse altamente motivato. Eppure la motivazione è costantemente messa alla prova dalle fatiche e dalle avversità che ogni tappa porta con sé. L’atleta vincente è colui che non molla, che è in grado di mantenere salda la sua motivazione anche quando questa vacilla sotto i colpi della fatica. È colui che dispone di un elevato livello di resilienza.</p>
<p>Ma da cosa dipende la resilienza? La <strong>resilienza è collegata alla</strong> <strong>self efficacy</strong>, al senso di efficacia personale, <strong>che è strettamente dipendente dalla valutazione cognitiva</strong>.</p>
<p>Mi spiego meglio: generalmente siamo portati a credere che sia la natura degli eventi che viviamo a condizionare il nostro stato emotivo, tuttavia, l’aspetto che maggiormente influenza il nostro stato d’animo è il modo in cui valutiamo ciò che viviamo e non l’evento in sé. Pensiamo a un ciclista che sta affrontando una lunga salita facente parte di una tappa del giro. Improvvisamente si accorge che la distanza tra la sua bici e quella del corridore che lo precede aumenta di alcuni metri. La reazione emotiva e il conseguente comportamento di quest’atleta, non dipendono dall’evento in sé, l’aumento della distanza, ma da come lo valuterà. Se, ad esempio, interpreterà tale distanza come il segnale di una sua incapacità a tenere il passo, molto probabilmente, il vissuto d’inadeguatezza prenderà il sopravvento e il suo passo rallenterà ulteriormente. Se, al contrario, valuterà tale distanza come un segnale di sfida che non può trascurare, aumenterà l’intensità della pedalata andando a riprendere, e magari a superare, l’avversario che lo precede.</p>
<p>La <strong>valutazione cognitiva</strong>, influenzando l’emotività, <strong>ha ripercussioni concrete anche dal punto di vista biochimico</strong>. <strong>Emozioni e pensieri modificano la fisiologia del corpo attraverso i neurotrasmettitori ubiquitari</strong>. Un’emozione negativa, come quella conseguente alla svantaggiosa interpretazione della distanza dell’avversario sopracitata, ha effetti negativi anche a livello neurovegetativo come, per esempio, la vasocostrizione dei vasi periferici che riforniscono di ossigeno le fibre muscolari. Comprenderete, dunque, quanto possa essere deleterio per un atleta attuare una valutazione cognitiva di un evento, piuttosto che un’altra. Come vi dicevo, <strong>la valutazione cognitiva influenza la percezione di efficacia personale che, a sua volta, influenza la resilienza psicologica</strong>. Dalla forza di quest’ultima dipendono poi le valutazioni cognitive stesse. È un circolo vizioso che può rivelarsi altamente positivo oppure deleterio per la carriera sportiva di un ciclista professionista. Sapete qual è la cosa interessante?  <strong>La resilienza si può potenziare</strong>!</p>
<p><strong>Attraverso uno</strong> <strong>specifico percorso di mental training</strong> si può lavorare sulle rappresentazioni cognitive alla base delle valutazioni negative, in modo da modificare quest’ultime e renderle maggiormente funzionali. Si può <strong>migliorare il livello di consapevolezza del Sé per incrementare la self efficacy</strong> e potenziare la resilienza personale.</p>
<p>Lo stile cognitivo è molto importante, nella vita di tutti i giorni e in una tappa del Giro d’Italia mentre si affronta un avversario in una dura salita. Come dicono i grandi campioni vestiti di rosa, le variabili mentali fanno la differenza. Probabilmente questi atleti vincenti avevano capito una cosa importante. Avevano compreso che <strong>per vincere devono allenare mente e corpo</strong>, devono <strong>prendersi cura dell’uomo nella sua straordinaria complessità di variabili corporee e mentali</strong>. Solo così, lavorando e allenandosi in modo globale e consapevole, è possibile trovare la propria <strong>pedalata resiliente</strong> e lanciarsi trionfante verso il traguardo.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli – lo psicologo non convenzionale</em></p>
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		<title>Donna Moderna: l&#8217;ultima piacevole sorpresa del 2015</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 17:59:04 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2015 mi ha regalato un&#8217;ultima piacevole sorpresa! Qualche giorno fa, curiosando un po&#8217; sul web, mi sono accorto che il mio nome compariva associato ad un articolo del giornale <em>Donna Moderna</em>. Inizialmente mi è parso piuttosto strano, ma dopo pochi attimi si è accesa una lampadina nella mia memoria e sul mio volto è spontaneamente comparso un sorriso di autocompiacimento.</p>
<p>Non ricordo tutt&#8217;ora il mese preciso, ma potrei azzardare che si trattasse all&#8217;incirca di fine anno 2014. Ricevetti la telefonata di una giornalista di Donna Moderna che mi chiedeva la disponibilità per una breve intervista. Sostanzialmente ricercava il parere dell&#8217;esperto, da lei definito <em>psicoconsigli</em>, circa possibili strategie da utilizzare per aumentare le probabilità di successo nella realizzazione dei propri obiettivi. La giornalista in questione si chiama Valentina Ferri ed è l&#8217;autrice dell&#8217;articolo <em>Come chiedere ciò che vuoi dal 2015</em> in cui compare una piccola parte della mia intervista. Qui di seguito il link contenete la citazione che mi riguarda:</p>
<p><a href="http://m.donnamoderna.com/salute/anno-nuovo/2015-chiedi-cio-che-vuoi/photo/Chiedi-con-fiducia">http://m.donnamoderna.com/salute/anno-nuovo/2015-chiedi-cio-che-vuoi/photo/Chiedi-con-fiducia</a></p>
<p>La cosa curiosa è che Valentina non mi ha mai ufficializzato la pubblicazione della mia intervista per cui io, convinto che la mia fosse una delle tante interviste fatte e non certamente la più probabile in termini di pubblicazione, ho dato per scontato che la nostra interazione fosse terminata con la chiusura della telefonata. E invece no! Agli inizi del 2016 scopro casualmente che le mie parole, seppur in modo stringato e adattate al taglio dell&#8217;articolo, sono state pubblicate sulla testata on line di Donna Moderna. L&#8217;ultima piacevole sorpresa del 2015!</p>
<p>Ho voluto condividere con gli amici che mi seguono questo momento perché a parer mio racchiude un semplice ma incisivo messaggio: c&#8217;è sempre una piacevole sorpresa dietro l&#8217;angolo, per tutti noi, ma per trovarla bisogna cercarla. Intendo dire che nulla arriva se non siamo alla ricerca di qualcosa. La mia sorpresa è arrivata perché stavo testando la mia visibilità sul web con l&#8217;intento di migliorarla nel corso di questo, appena giunto e tutto da vivere, 2016. Come recitano le prime parole della mia intervista sull&#8217;articolo di Valentina Ferri, <em>è fondamentale un atteggiamento attivo!</em> Questo è ciò che auguro a tutti voi per questo 2016: un atteggiamento attivo! Solo così, cercando di adoperarci costantemente per migliorare noi stessi e la nostra condizione, con positività e dinamismo mentale, possiamo sperare di raggiungere i nostri obiettivi in questo nuovo anno. E perché no? Magari ci potremo imbattere in qualche piacevole sorpresa &#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’allenamento mentale nel Golf: la ricerca dell’eccellenza!</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 09:42:31 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di allenamento del golfista, generalmente il nostro pensiero va direttamente alla tecnicadel giocatore. D’altra parte è evidente: allenare lo swing è fondamentale per poter praticare con efficacia il gioco del golf. Ma il golf non è solo questo! Ogni colpo, ogni movimento, è strettamente dipendente dalle abilità mentali di chi lo attua e ogni buca richiede un impegno mentale e un livello di concentrazione decisamente elevato. La razionalità, le emozioni e le convinzioni personali condizionano e influenzano radicalmente le potenzialità fisiche del giocatore e, di conseguenza, la sua performance. Molti sportivi e tecnici dello sport hanno fatto esperienza di quanto le emozioni e l’atteggiamento psicologico risultino talvolta decisivi.Spesso, infatti, assistiamo a situazioni in cui il giocatore, pur allenandosi con grande costanza e dedizione, curando le proprie abilità motorie, la tecnica e la tattica, non riesce ad ottenere il successo desiderato. La storia del golf  è piena di giocatori, tecnicamente molto preparati, che non sono riusciti ad esprimersi ai livelli più alti proprio perché mancanti nella gestione della concentrazione.</p>
<p>La concentrazione del golfista è costantemente messa alla prova sia da fattori esterni, come l’importanza della gara, le condizioni del campo, il vento, etc., sia da pensieri interni derivanti dall’analisi delle proprie sensazioni e del proprio gioco, che fanno capolino specialmente nei momenti di massima tensione. La gestione di tali momenti di riflessione, il controllo dei fattori di distrazione e la capacità di mantenere un livello di concentrazione sempre elevato risultano elementi fondamentali per una performance eccellente. Nello scenario contemporaneo la preparazione tecnica del golfista è sempre più specifica e curata, tuttavia, rispetto ad altre realtà internazionali, trascuriamo ampiamente la preparazione mentale del giocatore che, sulla base delle ultime ricerche scientifiche, risulta essere la discriminante che marca la linea di confine fra un giocatore “normale” e un “fuoriclasse”.</p>
<p>Ma perché è così importante <em>l’allenamento mentale</em>? In che modo si lavora per rendere il giocatore <em>maggiormente performante</em>?</p>
<p>Il lavoro mentale consiste nell’apprendimento e perfezionamento delle tecniche di <em>mental training</em>. Dopo un prima fase di valutazione e conoscenza reciproca il <em>mental coach</em> prospetta un programma di lavoro individualizzato, pensato e strutturato sulla base della soggettività e delle esigenze del giocatore. L’allenamento mentale coinvolge tutte le variabili cognitive ed emotive la cui gestione risulta fondamentale per una buona performance. Si lavora sulla <em>consapevolezza corporea ed emotiva</em>, sulla <em>gestione del livello di attivazione neurovegetativa</em> responsabile dell’alterazione cardiovascolare e muscolare, sulla <em>gestione dell’ansia da prestazione e dello stress agonistico</em>, sull’<em>individuazione dei fattori di distrazione</em>, sul <em>potenziamento della concentrazione</em> e sul <em>controllo dell’attenzione</em>. Attraverso il mental training si cerca di rendere il giocatore sempre più consapevole di sé, delle proprie sensazioni, dei propri limiti e di renderlo, attraverso tecniche specifiche come il <em>goal setting</em> e l’<em>imagery</em>, sempre più in grado di controllare mente e corpo e di esprimere al meglio il proprio potenziale.</p>
<p>Ciò che fa la differenza nelle 18 buche spesso non è la carenza di preparazione fisica o tecnica bensì proprio la mancanza di una elevata capacità di concentrazione, unita ad un’errata gestione psicologica degli eventuali errori e delle pressioni interne ed esterne. Selezionare gli stimoli a cui rivolgere l’attenzione trascurandone altri non rilevanti, spostare l’attenzione al momento opportuno verso informazioni appropriate, mantenere l’attenzione sugli stimoli importanti sono solo alcune delle numerose capacità che si apprendono e si perfezionano con un adeguato allenamento mentale e che rendono il giocatore maggiormente pronto ed efficiente.</p>
<p>Chi ama questo sport in fondo lo sa: ogni colpo va gestito con tecnica, cuore e testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale</em></p>
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		<title>LA DEPRESSIONE POST PARTO? Colpisce una neo mamma su dieci</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 17:39:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Qui di seguito l&#8217;articolo di <em>Bruno Gandini</em>, pubblicato sul <em>Settimanale Pavese</em>, contenente l&#8217;intervista che il giornalista mi ha fatto sul nostro progetto <em>La culla della maternità. </em></p>
<p>Ringrazio caldamente Bruno e vi lascio al suo bell&#8217;articolo dal titolo: <em>LA DEPRESSIONE POST PARTO? Colpisce una neo mamma su dieci.</em></p>
<p>La depressione post parto viene considerata a tutti gli effetti un problema di salute pubblica, visto che, con variabile gravità, coinvolge, secondo i dati statistici più recenti, una neomamma su dieci. Un dato significativo che sottolinea quanto possa essere importante un supporto psicologico in un momento di grandi trasformazioni non solo per la donna, ma per tutta la famiglia.</p>
<p>«Nel corso della maternità la donna viene investita da tanti cambiamenti, che riguardano innanzitutto il corpo, ma coinvolgono anche altri aspetti importanti come le abitudini di vita e il ruolo come prospettiva del passaggio da donna a mamma – spiega lo psicologo Paolo Caselli, protagonista nel progetto “La culla della maternità” a Cava Manara – La donna è esposta a una serie di pensieri, di ansie, paure verso il futuro che ri guardano se stessa, il figlio e anche la capacità di affrontare le nuove dinamiche a livello famigliare. C’è una messa in discussione a livello personale, come protagonista della gestione del figlio, la paura per uno svolgimento non sereno della gravidanza, timori per il parto … una serie di inevitabili tensioni interne che, se ben gestite, possono, però, evitare i disagi nel post parto».</p>
<p>Ben diversa dalla depressione è la reazione piuttosto comune, definita baby blues …</p>
<p>«E’ un calo dell’umore, aumento di pensieri ansiogeni … una serie di reazioni che possono anche sfociare in depressione post parto se finiscono per essere amplificati alcuni conflitti che la donna non è in grado di gestire».</p>
<p>Per prevenire la depressione post parto?</p>
<p>«Servono sedute finalizzate, spazi di riflessioni su di sé, condivisione emotiva di alcuni vissuti. Va potenziato nella donna il senso di sé e la capacità di accettarsi come persona. La donna può esprimere ansie e paure per poi trovare dentro di sé le risorse per affrontarle. La maternità comporta delle “fatiche”, anche fisiologiche, che, se affrontate con l’aiuto di un professionista, possono diventare strumenti per gestirle nel modo migliore».</p>
<p>Quale può essere il ruolo del futuro padre?</p>
<p>«Il momento della maternità coinvolge la famiglia a 360 gradi. Cambia la donna, ma vengono stravolti anche gli equilibri famigliari. Tutti cambiamenti che devono essere compresi e poi gestiti attraverso la capacità di individuare i fattori di rischio su cui far leva. L’uomo è di fondamentale importanza nel post parto nel sostenere le dinamiche famigliari, perché è inevitabile che si presentino difficoltà. Spesso finisce per non agire per paura di sbagliare. D’altra parte non è semplice gestire gli sbalzi d’umore della neo mamma. Il partecipare alle sedute insieme alla compagna aiuta anche l’uomo ad apprendere alcune dinamiche importanti, per essere maggiormente di aiuto alla famiglia che sta nascendo».</p>
<p>“La culla della maternità” prevede sedute di coppia … i futuri padri sono facili da coinvolgere?</p>
<p>«La donna accetta l’aiuto psicologico perché è coinvolta in prima persona nei vari cambiamenti anche nell’immagine di sé, cambiamenti che non coinvolgono l’uomo e che la espongono a una maggiore sensibilità. Ovviamente l’uomo a priori è meno disponibile, ma quando partecipa lo fa con attenzione. In questi ultimi anni, inoltre, la sensibilità personale dell’uomo sta aumentando e si dimostra sempre più sensibile alle dinamiche che riguardano la famiglia. Il coinvolgimento del futuro padre è fondamentale perché ho sempre ritenuto importante lavorare con la famiglia prima che questa si costituisca».</p>
<p>“Lavoro” che non si ferma con il parto …</p>
<p>«Quello che secondo noi mancava nei corsi preparto tradizionali era proprio l’assistenza successiva al parto. Ovviamente si tratta anche di personalizzare il percorso in base alle singole esigenze. Ma, oltre all’aiuto dell’ostetrica fino alle 48 dopo le dimissioni dall’ospedale, è previsto anche un incontro con la dietista e, a un mese circa dal parto, un confronto della nuova famiglia con l’ostetrica e lo psicologo».</p>
<p>Quanto è importante una nuova visione del corso preparto?</p>
<p>«Ho partecipato in passato ad altri due progetti simili – conclude Paolo Caselli – quello di Cava Manara è anche il frutto di queste precedenti esperienze che hanno permesso la nascita di un nuovo progetto più ricco e strutturato».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>B.G.</p>
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		<title>CONVENTION 2 MULTISPORT3ining La nutrizione e l’integrazione nella Maratona e nell’IRONMAN</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 16:06:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con mio grandissimo piacere anche quest&#8217;anno sarò relatore alla CONVENTION MULTISPORT3INING organizzata da Andrea Re e curerò l&#8217;intervento riguardante gli Aspetti psicologici legati alla nutrizione e all&#8217;integrazione. Cosa mi aspetto? Rispondo in 3 parole: PASSIONE, COMPETENZA, SPORT! Quando Andrea, poco prima della sua partecipazione al modiale di IM 70.3 in Austria, mi ha telefonato chiedendomi se]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con mio grandissimo piacere anche quest&#8217;anno sarò relatore alla CONVENTION MULTISPORT3INING organizzata da Andrea Re e curerò l&#8217;intervento riguardante gli <em>Aspetti psicologici legati alla nutrizione e all&#8217;integrazione</em>.</p>
<p>Cosa mi aspetto? Rispondo in 3 parole: PASSIONE, COMPETENZA, SPORT!</p>
<p>Quando Andrea, poco prima della sua partecipazione al modiale di IM 70.3 in Austria, mi ha telefonato chiedendomi se fossi anche quest&#8217;anno disponibile per intervenire alla sua convention non ho avuto dubbi. Sono stato entusiasta di poter essere nuovamente tra i protagonisti di quella che sarà una giornata ricca di contenuti, interessante e permeata dalla passione di chi, lo sport, lo vive in modo intenso, con passione, serietà e rispetto.</p>
<p>Cos&#8217;altro dire? Non vedo l&#8217;ora!</p>
<p>Per approfondimenti consultate il seguente link:</p>
<h2 class="title" style="color: #206ab6;"><a style="color: inherit;" title="CONVENTION 2 MULTISPORT3ining La nutrizione e l’integrazione nella Maratona e nell’IRONMAN " href="http://www.multisport3ining.it/blog/item/convention-2-multisport3ining-la-nutrizione-e-l%E2%80%99integrazione-nella-maratona-e-nell%E2%80%99ironman-28-novembre-2015-venerd%C3%AC-20-novembre-2015-c-o-cascina-scova-pavia">CONVENTION 2 MULTISPORT3ining La nutrizione e l’integrazione nella Maratona e nell’IRONMAN</a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale</em></p>
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		<title>EXPO, nutrizione e mente: piacere del cibo o abbuffate compensatorie?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 08:47:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Caselli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Expo 2015 sta volgendo al termine. Negli ultimi mesi è stato l’indiscusso protagonista della scena italiana con i suoi maestosi padiglioni e con il suo slogan eloquente: Nutrire il pianeta. Energia per la vita. L&#8217;alimentazione, la nutrizione, riguardano ovviamente tutti noi, tutto il pianeta &#8220;uomo&#8221;. C&#8217;è un aspetto, però, nella nostra alimentazione che più di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Expo 2015 sta volgendo al termine. Negli ultimi mesi è stato l’indiscusso protagonista della scena italiana con i suoi maestosi padiglioni e con il suo slogan eloquente: <em>Nutrire il pianeta. Energia per la vita</em>.</p>
<p>L&#8217;alimentazione, la nutrizione, riguardano ovviamente tutti noi, tutto il pianeta &#8220;uomo&#8221;. C&#8217;è un aspetto, però, nella nostra alimentazione che più di ogni altro ci accomuna e che ci rende unici rispetto alle altre specie animali. Sapete qual è? La mente.<br />
Le nostre facoltà mentali ci consentono di rapportarci al cibo non solo in relazione al bisogno fisiologico dell&#8217;alimentazione. Se ci pensate, nei paesi economicamente sviluppati, la maggior parte dei pasti non viene consumato in relazione al bisogno di alimentarsi. Il desiderio di provare piacere con qualcosa di gustoso, la necessità di socializzare attraverso momenti conviviali, la spinta creativa che ci porta a sperimentarci in cucina alla ricerca di nuovi sapori, sono tutti aspetti che fanno parte di noi, del nostro essere mentali, e che ci portano a relazionarci al cibo trascendendo la mera componete del bisogno. E fin qui tutto scorre nel senso del piacere e del benessere. Sfortunatamente, però, il piacere non è l&#8217;unico attore che si affaccia sulla scena dell&#8217;alimentazione umana. Il cibo è spesso utilizzato come mezzo di contrasto di emozioni sgradevoli. Il senso di solitudine, gli stati d&#8217;ansia, la tristezza  e molte altre sfumature emotive vengono spesso gestite attraverso uno scorretto rapporto con il cibo. L&#8217;espressione &#8220;fame nervosa&#8221; è divenuta oggi alquanto famigliare. Ecco che il cibo, elevato dalle facoltà mentali  a portatore di piacere diviene, a causa delle stesse, strumento per contrastare il dispiacere. La gioia della tavola lascia spazio alle abbuffate compensatorie, che si rivelano dannose per il corpo, ma anche per la mente, poiché ci restituiscono un senso d&#8217;insoddisfazione generale sul nostro modo di essere. Ma come possiamo gestire questo impulso, che spesso avvertiamo come automatico e al di fuori del nostro controllo? La risposta è semplice. Dobbiamo prenderci cura di noi.<br />
La nostra mente, le nostre emozioni, così come il nostro corpo, vanno nutrite. E, come abbiamo visto, il nutrimento per l&#8217;uomo non consiste esclusivamente nel soddisfacimento del bisogno. Abbiamo bisogno anche di altro. La nostra mente è come il cibo. Se si desidera mangiare in modo sano occorre dare considerazione a ciò che si mangia e al modo in cui lo si mangia. Allo stesso modo, se si desidera raggiungere un benessere psicologico soddisfacente è necessario avere consapevolezza di ciò che desideriamo e di ciò che temiamo. Le nostre emozioni, che spesso ci spingono ad alimentarci in modo frenetico e nervoso, sono lo specchio del rapporto con noi stessi. Un rapporto di cui bisogna prendersi cura se si vuole raggiungere una piacevole armonia. Come? Con i giusti strumenti, attraverso un opportuno training mentale che ci porti ad accrescere la consapevolezza di noi stessi e a migliorare la visione che abbiamo di noi. Solo così, coltivando la propria interiorità, si possono raccogliere frutti sani e nutrirsi con piacere. Riflettiamoci. L&#8217;EXPO 2015 ci sta salutando, ma l&#8217;&#8221;energia per la vita&#8221; è sempre alle porte. Cosa vogliamo portare sulla nostra tavola?</p>
<p>Una cosa è certa: se non volgiamo abbuffarci nervosamente dobbiamo nutrire anche la nostra mente!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dott. Paolo Caselli &#8211; lo psicologo non convenzionale</em></p>
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